La programmazione di tutte le stagioni
stagione     Film lunedì    Film scuola   
 
di Rose Bosch
Francia, Germania, Ungheria, 2010, 115'
di Abdellatif Kechiche
Francia, Italia, Belgio, 2010, 166'
di Xvier Beauvois
Francia, 2010, 120'
di Mathieu Amalric
Francia, 2009, 111'
di David Fincher
USA, 2010, 121'
di David O. Russell
USA, 2010, 115'
di John Cameron Mitchell
USA, 2010, 91'
di Lee Daniels
USA, 2009, 109'
di Pablo Larrain
Cile, Messico, Germania, 2010, 98'
di Lee Chang-Dong
Korea del sud, 2010, 135'
di Daniele Gaglianone
Italia, 2010, 80'
di Jafar Panahi
Iran, 2006, 93'
di Sam Taylor Wood
GB, 2009, 98'
di Mark Romanek
GB, USA, 2010, 103'
di Gustave De Kerven, Benoit Delepine
Francia, 2010, 92'
di Ascanio Celestini
Italia, 2010, 93'
di Denis Villeneuve
Francia, Canada, 2010, 130'
di Sylvain Chomet
GB, Francia, 2010, 80'
di Antonio Capuano
Italia, 2010, 110'
di Olivier Masset Depasse
Belgio, Lussemburgo, Francia, 2010, 90'
di Eran Riklis
Israele, Germania, Francia, 2010, 103'
di Giorgia Cecere
Italia, 2010, 90'
di Fariborz Kamkari
Italia, Svizzera, 2010, 115'
di Roberta Torre
Italia, 2010, 80'
di Massimo Coppola
Italia, 2010, 90'
di Stefano Incerti
Italia, 2010, 85'
di Gianni Di Gregorio
Italia, 2010, 90'
di Italo Spinelli
India, Italia, 2010, 91'
di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini
Italia, 2010, 89'
di Gianfrancesco Lazzotti
Italia, 2010, 85'
di Alice Rohrwacher
Italia, 2011, 98'
di Danis Tanovic
Bosnia, Francia, GB, Germania, Slovenia, Belgio, S, 2010, 113'
di John Landis
GB, 2010, 91'
di Rodrigo Cortés
USA, 2010, 94'
di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Italia, 2011, 108'
di Pernilla August
Svezia, Finlandia, 2010, 92'
di Sam Memdes
USA, 2009, 98'
di Luc Besson
Francia, 2010, 107'
di Danny Boyle
USA, GB, 2010, 94'
 

Beyond

Regia: Pernilla August
Paese: Svezia, Finlandia
Anno: 2010
Durata: 92'
Attori: Noomi Rapace, Ola Rapace, Outi Mäenpää, Ville Virtanen, Tehilla Blad
Trama
Quello che per Leena - una donna di origini finlandesi ma svedese di adozione - era nato come un giorno di festa, dopo aver ricevuto una telefonata si trasforma per lei in un doloroso viaggio nel passato che la costringerà a fare i conti con gli infelici eventi della sua famiglia, che lei era riuscita a cancellare con un estremo atto di volontà.
 
Critica
Una fotografia sporca, una mano nervosa e uno sguardo delicatissimo sul trauma e sull’orrore. Debutta così nel lungometraggio una delle attrici più amate da Ingmar Bergman, Pernilla August. Il suo Beyond (aldilà, oltre) racconta una storia di alcolismo e violenza, ma anche la rottura di un fragile equilibrio, quello dell’età adulta di chi li ha subiti. Noomi Rapace è la 30enne Leena, Tehilla Blad è lei bambina, proprio come nella Trilogia Millennium. Leena è costretta suo malgrado a un confronto forzato con il passato, e colpisce di Beyond la crudezza, straziante eppure contenuta, piena a suo modo di speranza. Senza retorica, la August affronta il dolore e la rabbia, scegliendo una pluralità di punti di vista: adulti e bambini, vittime e carnefici, vittime a loro volta. Con un abile colpo di regia, ricompone i tasselli di questo puzzle attraverso un montaggio che alterna tempi lontanissimi. Premio del Pubblico alla Settimana della Critica di Venezia 2010, opera di una mano sensibilissima, bergmaniana, ibseniana. I ricordi, come insegna appunto Ibsen, sono fantasmi, e il male è nelle cose. L’autrice ce lo fa toccare, quasi fosse fisico. Nascosto tra le maglie dei vestiti o nelle tazze della colazione. Si resta intrappolati, esposti. Tutto è dietro, inafferrabile, oltre (ecco).(FilmTv)

È un film sulla rimozione di ciò che ci ha ferito nell'infanzia l'opera prima di Pernilla August, attrice scoperta da Ingmar Bergman che le offrì un ruolo in Fanny e Alexander e che poi ha avuto e continua ad avere una carriera prestigiosa. È un film sulla rimozione perché ci fa sentire quasi fisicamente come la ricerca di una condizione di vita accettabile dopo le sofferenze patite in giovane età reclami sempre una vittima: la memoria del passato. Leena non vuole più sentire parlare di quella madre alcolizzata che odiava ed amava un padre altrettanto disturbato. Perché ritrovare lei significa far riemergere quel passato che, come nel miglior Ibsen, è costato tanta fatica seppellire mentendo a se stessi. Nel film della August a ciò si aggiunge un ulteriore e altrettanto importante elemento: il padre e la madre di Leena erano emigranti finlandesi. La barriera linguistica e quella socioeconomica finiscono con l'erigersi a ulteriore e determinante ostacolo per una convivenza accettabile. Il film però, come accade nella vita, non sottolinea nei numerosi flashback solo i lati oscuri del vivere in famiglia. Mostra anche i necessari tentativi messi in atto dai figli per tentare una sopravvivenza, per cercare cioè quel soffio di vita e di serenità che è indispensabile per la crescita di un essere umano.(MyMovies)
Note
PREMIO DELLA 25. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA "REGIONE DEL VENETO PER IL CINEMA DI QUALITÀ" (VENEZIA 2010)