 MachanRegia: Uberto Pasolini Paese: Germania, Italia, Sri Lanka Anno: 2008 Durata: 110' Attori: Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe | |
Trama Un gruppo di persone, abitanti di una baraccopoli alla periferia di una città dello Sri Lanka, trovano su un giornale la notizia che da una città tedesca della Baviera è stato rivolto un invito alla nazionale di palla a mano dello Sri Lanka, per un torneo internazionale da svolgersi in una città tedesca. Manoj e Stanley, due giovani speranzosi di poter emigrare in Europa, dopo aver provato inutilmente ad ottenere un visto d'espatrio, pensano di approfittare dell'invito, creando loro stessi una nazionale di palla a mano (che non esisteva sino ad allora). In poco tempo raccolgono insieme un manipolo di sventurati, che non sanno nemmeno cosa sia la pallamano, e dopo aver falsificato certificati ed esibendo finte fotografie e credenziali della "famosa nazionale", riescono a ottenere il visto d'espatrio e raggiungono con un volo l'agognata meta europea. Lo scopo è di riuscire a scappare non appena messo piede in Germania, ma una serie di casualità li costringe a raggiungere i campi dove si svolgeranno le dispute e a dover dimostrare il loro valore. Critica"Ci sono soggetti che è meglio trattare con leggerezza, non con la lacrima. Pasolini ce l'ha fatta. Il film è pieno di sottili osservazioni su piccoli fattori umani, ha uno sguardo tenero, pudico, complice, su un'umanità disperata e coraggiosa al punto di abbandonare luoghi, affetti. L'autore mescola con abilità e umorismo, dirigendo attori improvvisati, il neorealismo sociale con la commedia, un classico gruppo perdente da Monicelli, dai 'Soliti ignoti a Brancaleone', ma anche 'Fuga per la vittoria' dove giocando a calcio si scappava dai nazi. Un film che parla di oggi e nasconde un dramma vero sotto il professionismo: una doppia lettura che lo rende intelligente e commestibile, per critici e platea". (Corriere della Sera)
Volontà, desideri, speranze, inventiva e fantasia. Coloro che stanno al di là delle nostre frontiere, coloro che abitano nelle zone povere del mondo - quelli che noi chiamiamo “extracomunitari” - sono come eravamo noi qualche generazione fa. E hanno quello che in Occidente non si trova più: la fame dei popoli giovani, i loro desideri totalizzanti, l'ingenuità e la tenerezza di chi crede nella possibilità di una vita migliore, nel sogno a poche ore di volo. Uberto Pasolini, finora conosciuto come produttore (sua la produzione di Full Monty, il maggior successo commerciale inglese di tutti i tempi) è andato in Sri Lanka per mettere in scena una storia realmente accaduta. Nella bidonville di Colombo un gruppo di amici, senza soldi e senza futuro, capisce che l'unico modo per ottenere il visto per emigrare in Europa è farsi invitare: allora si improvvisano giocatori di pallamano per rappresentare il loro paese in un torneo tedesco e senza aver giocato nemmeno una partita si propongono come la “Nazionale di Palla a Mano dello Sri Lanka”. L'improbabile squadra atterra in Baviera, ma prima di tentare la fuga dovrà cimentarsi davanti a un pubblico di tifosi… Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2008, il film guarda il volto di ciascuno e ascolta attento: interpretato da attori alla loro prima esperienza cinematografica e da non-professionisti, ognuno dei 23 cingalesi si porta dietro la sua storia da raccontare. Machan potrebbe essere letto come uno di quei film che aspira all'etichetta di “realista” e “impegnato” mentre mette in scena la parabola ascendente della metafora sportiva (un gruppo disomogeneo e disorganizzato che trova nello sport l'unione e la forza necessaria per farcela). Ma la regia mantiene il controllo e fa un passo indietro: tentato da stereotipi caratteriali e dalle solite trappole narrative, il film invece rallenta piano e apre i suoi occhi, le braccia, i pori della pelle. Quello che entra è quel poco di realtà che ci serve per non morire. (www.film.tv.it) |