Programmazione di Lanterne Magiche… i film per la Scuola 2010-2011
Lanterne Magiche
Quando l'Associazione Amici del Cabiria fu costituita per garantire la riapertura del cinema "storico" di Scandicci, si pose l'obiettivo di «contribuire alla promozione della cultura cinematografica» nella nostra città. E fin dall'inizio il progetto Andiamo al cinema realizzato con il contributo della Regione Toscana e del Comune di Scandicci è stato certamente uno dei momenti fondamentali di questa promozione. Grazie al contributo delle scuole, degli insegnanti in particolare (degli alunni e delle loro famiglie, naturalmente), abbiamo permesso una partecipazione veramente notevole alle proiezioni cinematografiche (circa 80.000 presenze!). In un momento di crisi del cinema in Italia, come quello che stiamo attraversando, è un fenomeno da non sottovalutare.
Dallo scorso anno il progetto ha cambiato nome e finanziatore: Lanterne magiche coinvolge una ventina di realtà sparse in Toscana con la supervisione della Mediateca Regionale Toscana.
 
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La nuova programmazione sarà resa disponibile ad ottobre.
 

Pa-ra-da

Regia: Marco Pontecorvo
Paese: Italia, Francia, Romania
Anno: 2008
Durata: 100'
Attori: Jalil Lespert, Daniele Formica, Evita Ciri, Gabi Rauta
Trama
La storia di Miloud Oukili, noto come il clown Miloud, artista di strada franco-algerino, che arrivò a Bucarest nel 1992, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu. Entrato presto in contatto con la tremenda realtà dei bambini abbandonati - i cosiddetti "boskettari" - che vivono popolando la rete di canali al di sotto della capitale rumena, in condizioni a dir poco disumane, Oukili si è subito attivato, creando la fondazione Parada, e cercando, attraverso l'arte di strada e la clownerie, di offrire a quei bambini un'occasione di riscatto. Miloud è così diventato celebre nel mondo per i suoi sforzi titanici volti a dare una speranza di futuro a questi bambini e per far conoscere la loro situazione.
 
Critica
arco Pontecorvo percorre le orme del padre Gillo, dedicandogli il suo esordio nel lungometraggio e affondando il suo sguardo nella realtà. Siamo a Bucarest, nei tombini della Romania post Ceausescu, e la storia di Miloud Oukili è un racconto esemplare, un sorriso nel dolore, un fiore nel deserto. Pontecorvo e Miloud scendono nel sottosuolo e ci invitano a entrare in un mondo disastrato, ma è bravo il neo-regista a evitare retorica e pietismo. Merito anche di una fotografia che preferisce luci naturali ad artifici che avrebbero potuto alterarne i chiaroscuri. Il montaggio è rapido, lo sguardo immediato. La macchina da presa non invade, come è giusto che sia. Piuttosto registra, insegue una realtà che con i suoi corpi e le sue facce parla da sola. Argomento delicato quello dell'infanzia negata. E rischioso l'affrontare la clownerie senza attraversare Fellini. Semmai ci fosse un debito sarebbe con il neorealismo: i cosiddetti "boskettari" di Bucarest interpretano - commuovendoci - se stessi. (Cristina Borsatti - "FilmTV")