Programmazione di Lanterne Magiche… i film per la Scuola 2010-2011
Lanterne Magiche
Quando l'Associazione Amici del Cabiria fu costituita per garantire la riapertura del cinema "storico" di Scandicci, si pose l'obiettivo di «contribuire alla promozione della cultura cinematografica» nella nostra città. E fin dall'inizio il progetto Andiamo al cinema realizzato con il contributo della Regione Toscana e del Comune di Scandicci è stato certamente uno dei momenti fondamentali di questa promozione. Grazie al contributo delle scuole, degli insegnanti in particolare (degli alunni e delle loro famiglie, naturalmente), abbiamo permesso una partecipazione veramente notevole alle proiezioni cinematografiche (circa 80.000 presenze!). In un momento di crisi del cinema in Italia, come quello che stiamo attraversando, è un fenomeno da non sottovalutare.
Dallo scorso anno il progetto ha cambiato nome e finanziatore: Lanterne magiche coinvolge una ventina di realtà sparse in Toscana con la supervisione della Mediateca Regionale Toscana.
 
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La nuova programmazione sarà resa disponibile ad ottobre.
 

Vincere

Regia: Marco Bellocchio
Paese: Italia
Anno: 2009
Durata: 128'
Attori: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon, Matteo Mussoni, Elena Presti
Trama
La storia di Ida Dalser, la donna che conobbe Mussolini ben prima che egli fosse famoso, e che se ne innamorò, dandogli un figlio, ma che poi - dopo la Prima guerra mondiale - lo ritrovò sposato a Rachele. La sua battaglia per essere riconosciuta, la sua dolorosa vicenda umana.
 
Critica
In Vincere Marco Bellocchio racconta da quali infamie possa essere segnata l'esistenza di un vincente; e racconta una donna coerente sino alla morte, incapace di compromessi e opportunismi. Ida Dalser, amante (forse moglie) di Mussolini giovane socialista e poi fascista, madre di un suo figlio, pronta a vendersi tutto per aiutarlo a pubblicare "Il Popolo d'Italia", appassionata: ma un intralcio per i piani del dittatore che fece sequestrare lei e il figlio, lì fece incarcerare in manicomi dove nessuno credeva alle loro parole e dove morirono presto. Ma, nonostante tutto, la storia straziante e crudelissima come un'opera lirica italiana non è l'elemento più interessante del film di coproduzione ítalo-francese: piuttosto, lo stile è nuovissimo, dinamico, divertente. Passando oltre la giovinezza, dalla pienezza felice alle torture inflitte alla donna e a suo figlio, lo stile si modifica senza diventare naturalistico: rimane la vertigine comica del discorso di Mussolini ad Ancona, rimane il peso allarmante dei poliziotti-spia presenti ovunque, rimane una distanza che evita il patetico accentuando il tragico. (Lietta Tornabuoni - "la Stampa")