Programmazione de La febbre del lunedì sera 2010-2011
 
 
 
La nuova programmazione sarà resa disponibile ad ottobre.
SALA 2  ::  lunedì 08 febbraio 2010
 

Amore & altri crimini

Regia: Stefan Arsenijevic
Paese: Germania, serbia, Austria, Slovenia
Anno: 2008
Durata: 105'
Attori: Anica Dobra, Vuk Kostic, Fedja Stojanovic, Milena Dravic
Trama
Belgrado. La trentenne Anica, sentimentalmente legata a Milutin, un malvivente a capo di una piccola banda locale, sente che è arrivato per lei il momento di mettere in atto il piano da tempo studiato per cambiare finalmente vita: rubare la 'cassa' del suo compagno e fuggire in Russia. Tuttavia, proprio quando è pronta per spiccare il volo, Anica riceve una dichiarazione d'amore inaspettata...
 
Critica

Vite raccolte in un fazzoletto di palazzi come nella Gomorra di Matteo Garrone. Ma non c'è Napoli sullo sfondo, c'è una Belgrado sospesa tra una delinquenza semiorganizzata e un desiderio di rivalsa, innocenza, amore. Dopo una serie di fortunati cortometraggi, il giovane regista Stefan Arsenijevic tenta di raccontare in modo personalissimo la sua Serbia oggi. Le cose sono cambiate dopo la caduta di Milosevic e, nella transizione da una società di criminali a una di consumatori, si trascinano le esistenze di Anica, Milutin e Stanislav. Anica, come tanti, è decisa a lasciare la sua terra e il boss a cui è legata. Ma l'amore è criminale, giunge quando meno te l'aspetti, bussa alla sua porta proprio il giorno della sospirata fuga. Arsenijevic mette il dito nella carne viva, senza lesinare una disperazione che ben conosce. Lo fa con freschezza, perché, in quell'ammasso di cemento che è la sua casa, si nascondono la magia e la poesia della voglia di ricostruire. Autoriale, a tratti lirico. Agrodolce come tanto cinema balcanico, saggio come quello che si muove nei territori del disagio, e che per questo sceglie l'ironia e il disincanto. In cui una risata lieve ti sorprende tra le lacrime.

[...]Aveva ventitrè anni, Stefan Arsenijevic mentre cadeva il mandato di Slobodan Milosevic, presidente della Serbia accusato di crimini contro l'umanità, per questa ragione il suo sguardo sulle persone, sulle cose, sui luoghi e sul suo Paese non è mai distaccato. Dopo il cortometraggio (A)torsion, premiato con l'Orso d'Argento e una nomination agli Oscar, il regista serbo debutta in lungo e riafferma una professionalità intransigente, che non ha bisogno di soluzioni a effetto per impressionare e che esprime la sua dolente e misurata partecipazione attraverso l'assoluta immobilità.
Amore & altri crimini racconta l'ultimo giorno a Belgrado di una donna che ha deciso di lasciarsi alle spalle un passato, personale e storico, ingombrante. La macchina da presa di Arsenijevic si ferma strada facendo con la protagonista a guardare la vita dei personaggi, entrando negli appartamenti "occidentalizzati", nei bar, nei cortili, nei ristoranti dove si cantano vecchie canzoni per avventori stanchi. L'autore procede a una riduzione rasoterra del punto di vista che (ri)dimensiona tutto il film (durata, messa in scena, interpretazione) e sembra adeguare quello che oggi osserva in prima persona a un io piccolo (il quartiere di Belgrado dove è nato Arsenijevic) sovrastato dal mondo e dalla storia.
Da questa prospettiva profondamente affettiva e antimitica, Amore & altri crimini non tenta l'approfondimento storico o il confronto politico, piuttosto l'intreccio di una trama intorno ai rapporti interpersonali e sentimentali dell'umanità rappresentata attraverso un modello di narrazione rarefatto. Dramma e commedia si muovono e agiscono dentro e fuori dalle mura domestiche, dove la protagonista, alter ego del regista, ha il coraggio di muovere le acque stagnanti del presente. Anica, creatura bionda e nostalgica, è paradigma di resistenza nella Serbia odierna, che sembra aver individuato nella rimozione (l'inaugurazione dell'ipermercato) la scorciatoia per il progresso.
Sulle note di "Amado mio" e dentro al grigiore disperato dell'ambiente che accoglie una laica rappresentazione popolare, soltanto Anica cercherà una via di sopravvivenza e un riscatto da un mondo a grado zero. I protagonisti maschili, pure investiti da ridestamenti improvvisi, scivoleranno verso impraticabili deviazioni, e la loro sopportazione (per amore di una madre o di una figlia) diventerà un atto di coraggio. Resteranno a terra a guardare volare l'aereo di Anica, “feriti” e impossibilitati a uscire dal sé per pervadere l'altro: la donna, la storia.(www.mymovie.it)

Note
- In concorso al 58mo Festival di Berlino (2008) nella sezione 'Panorama special'.