Trama Yvan ha quarant'anni e vende auto d'epoca. Quando scopre Elie che sta per derubarlo, riesce a frenare il suo carattere collerico e non lo prende a pugni. Anzi, sente per il ragazzo una sorta di sentimento affettuoso e si dichiara disponibile ad accompagnarlo a casa dei suoi genitori con la sua vecchia Chevrolet. I due iniziano insieme uno strano viaggio attraverso un paese, il Belgio, che sembra meno grigio del solito. Critica Una giuria di studenti universitari l'ha premiato alla Mostra di Pesaro di quest'anno, dov'era in concorso, "per l'attenta psicologia dei protagonisti, per il ritmo incalzante e l'armonia tra musica e immagine in un'originale riflessione sulla solitudine". Ma non è certo il primo premio portato a casa da Eldorado Road, film belga piccolo e affascinante notato da Vania Traxler alla Quinzaine di Cannes dove si è aggiudicato il Prix Europa Cinema, il Prix Regards Jeunes e il Premio Fipresci.
L'autore, Bouli Lanners, è un quarantenne un po' hippie, sgualcito e dalla corporatura non certo esile che ne fa un perfetto protagonista di questa storia accanto al giovane Fabrice Adde, esile e capace di comunicare un senso di instabilità. Non è all'opera prima, anzi ha già al suo attivo vari cortometraggi e un film lungo (Ultranova) e sta già lavorando a due nuovi progetti, ma
Lanners, tra i suoi molti talenti, conta anche quello di pittore autodidatta, ed è diventato famoso nel suo paese come comico tv: il che non ci stupisce perché una vena di umorismo triste percorre anche questo film. Ma è soprattutto la passione per il road movie a strutturare la storia, un road movie da camera in un paese minuscolo, dove in due ore sei già al confine, dove il cielo è notoriamente sempre plumbeo, piove 300 giorni l'anno e i paesaggi sono l'opposto delle distese infinite e magiche simbolo dell'America dove tutto è possibile. Qui in Belgio nulla sembra possibile, eppure il film riesce a virare alla sensibilità europea il tono da vecchio Western impreziosito dalla fotografia di Jean-Paul De Zaeytijd.
Partono a bordo di una Chevrolet azzurra del 1979 due individui molto mal assortiti: un solitario commerciante d’auto d’epoca che si porta dietro antichi lutti e rimpianti e un giovane tossico entrato in casa sua per tentare di derubarlo di qualche spicciolo e beccato sul fatto. La coppia sui generis è presto cementata dal bisogno e dal vuoto esistenziale che Lanners sembra conoscere bene e che affida a un dialogo folgorante e surreale. Eldorado Road si sviluppa come un racconto buffo, a tratti grottesco, con spunti di soprannaturale, in un clima fuori dal tempo e popolato di personaggi assurdi spesso presi di peso dalla realtà quotidiana. Un vagabondo che si dichiara Gesù Cristo e legge brani della Bibbia, un inquietante veggente che colleziona automobili coinvolte in incidenti mortali e prevede il futuro quando alza il gomito, un campeggiatore nudista e il suo amico, un padre militare che tutte le sere costringe il figlio a cantare l'inno nazionale, il sottobosco disperato dei tossici di Liegi, città ad alto tasso di eroinomani. Lontanissimo stilisticamente dai conterranei Dardenne, Lanners ne condivide però l'amore per gli esseri umani soprattutto quando sono bruciati dalla vita.(www.fice.it) |