Programmazione de La febbre del lunedì sera 2011-2012
 
 Sala 1 "Grande"Sala 2 "Piccola"
24/10/2011
INAUGURAZIONE
di Gianni Di Gregorio
Italia, 2010, 90'
07/11/2011
di Jafar Panahi
Iran, 2006, 93'
di Italo Spinelli
India, Italia, 2010, 91'
14/11/2011
di Antonio Capuano
Italia, 2010, 110'
di Ascanio Celestini
Italia, 2010, 93'
21/11/2011
di Sylvain Chomet
GB, Francia, 2010, 80'
di Rodrigo Cortés
USA, 2010, 94'
28/11/2011
di Giorgia Cecere
Italia, 2010, 90'
di Gianfrancesco Lazzotti
Italia, 2010, 85'
05/12/2011
di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Italia, 2011, 108'
di Massimo Coppola
Italia, 2010, 90'
12/12/2011
di Eran Riklis
Israele, Germania, Francia, 2010, 103'
di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini
Italia, 2010, 89'
19/12/2011
FESTA DEL TESSERAMENTO
di Luc Besson
Francia, 2010, 107'
di Xvier Beauvois
Francia, 2010, 120'
09/01/2012
di David Fincher
USA, 2010, 121'
di Lee Chang-Dong
Korea del sud, 2010, 135'
16/01/2012
di Olivier Masset Depasse
Belgio, Lussemburgo, Francia, 2010, 90'
di Alice Rohrwacher
Italia, 2011, 98'
23/01/2012
di Rose Bosch
Francia, Germania, Ungheria, 2010, 115'
di Stefano Incerti
Italia, 2010, 85'
30/01/2012
di Danis Tanovic
Bosnia, Francia, GB, Germania, Slovenia, Belgio, S, 2010, 113'
di Roberta Torre
Italia, 2010, 80'
06/02/2012
di Fariborz Kamkari
Italia, Svizzera, 2010, 115'
di Lee Daniels
USA, 2009, 109'
13/02/2012
di Sam Taylor Wood
GB, 2009, 98'
di Pernilla August
Svezia, Finlandia, 2010, 92'
20/02/2012
di John Landis
GB, 2010, 91'
di John Cameron Mitchell
USA, 2010, 91'
27/02/2012
di Gustave De Kerven, Benoit Delepine
Francia, 2010, 92'
di Daniele Gaglianone
Italia, 2010, 80'
05/03/2012
di Denis Villeneuve
Francia, Canada, 2010, 130'
di Abdellatif Kechiche
Francia, Italia, Belgio, 2010, 166'
12/03/2012
di Danny Boyle
USA, GB, 2010, 94'
di Pablo Larrain
Cile, Messico, Germania, 2010, 98'
19/03/2012
di Mathieu Amalric
Francia, 2009, 111'
di David O. Russell
USA, 2010, 115'
26/03/2012
di Sam Memdes
USA, 2009, 98'
di Mark Romanek
GB, USA, 2010, 103'
SALA 1  ::  lunedì 22 febbraio 2010
 

Parigi

Regia: Cedric Klapisch
Paese: Francia
Anno: 2008
Durata: 130'
Attori: Juliette Binoche, Roman Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel
Trama
Pierre, ballerino professionista, ha scoperto di essere gravemente malato ed è in attesa di un trapianto cardiaco. Bloccato in casa, sospeso tra la vita e la morte, dal balcone del suo appartamento di Parigi, Pierre inizia ad osservare gli abitanti del quartiere. Grazie al suo nuovo passatempo e all'arrivo in casa della sorella Élise (che si è trasferita da lui, con i tre figli, per accudirlo) Pierre viene così a conoscenza di un universo umano dove, ognuno con i suoi problemi, cerca come lui di sopravvivere giorno per giorno.
 
Critica

Una grande metropoli, una serie di personaggi che si incrociano senza conoscersi, un susseguirsi di incontri e coincidenze che dà a questi frammenti di storie fascino e coerenza, uno sguardo d'insieme sulla città che collega e in certo modo rende possibili tutti questi personaggi, le loro vite, i problemi piccoli o enormi con cui hanno a che fare ogni giorno. È il trascinante Parigi di Cedric Klapisch. Chi ricorda il delizioso Ognuno cerca il suo gatto, storia "di quartiere" in cui ogni vicolo dell'XI arrondissement parigino nascondeva (o rivelava) una storia, sa che Klapisch ha il senso del dettaglio, la mano lieve e il dono di dipingere un carattere in una scena. Parigi è quasi un remake "espanso" e pieno di grandi attori di quel piccolo film fatto con giovani talenti e interpreti non professionisti. Al posto del quartiere della Bastiglia, allora in piena trasformazione, c'è l'intera città con tutta la sua storia addosso (il personaggio di Luchini è addirittura uno storico di Parigi, mentre suo fratello François Cluzet, architetto, sta ridisegnando una fetta della Rive Gauche). E una piccola folla di personaggi scelti nei quartieri e nei ceti più diversi, con quel misto di grazia e ironia che è il marchio di Klapisch.
Inutile cercare figure bizzarre, occasioni stravaganti, accostamenti inattesi. In fondo viviamo tutti le stesse cose ogni giorno, amori e morti, corteggiamenti e separazioni, malattie e crolli nervosi. Non conta l'originalità o la sorpresa, conta la verità che il film estrae da ogni situazione e il modo in cui le collega.Ecco dunque Romain Duris, ex-ballerino del Moulin Rouge, in attesa di trapianto di cuore (Klapisch non teme i cliché: qui ce ne sono addirittura due insieme e va benissimo così). Ecco sua sorella Juliette Binoche, separata con figli, e il professore di mezz'età (Fabrice Luchini), che nella prima scena seppellisce il padre, nella seconda resta folgorato da una studentessa (Mélanie Laurent), nella terza la inonda di sms, passando dal gergo giovanile ai versi di Baudelaire... Intanto un maestro di nuoto africano viene rimpatriato a forza. Un gruppo di fotomodelle si concede una notte brava nei mercati generali, con annessi brividi galanti (ma il verduraio Albert Dupontel, uomo sensibile e neovedovo, si tira indietro: «Non so se mi piace quando è così formidabile!»). Ecco ricordi d'infanzia, sedute di psicanalisi (una sola scena, ma vale tutto Woody Allen), sogni d'architetto girati in 3 D (altra bella scena), panettiere soavi e razziste, amori a sorpresa, amori di ripiego, amori solo sognati. E tutta una costellazione di rapporti famigliari o sentimentali, fratelli e sorelle, genitori e figli, docente e allieva, così parigini e insieme universali che a fine film non sappiamo se abbiamo viaggiato più dentro o fuori di noi. Classico e contemporaneo, antico e moderno. Come Parigi.  (Il Messaggero)