Programmazione de La febbre del lunedì sera 2010-2011
 
 
 
La nuova programmazione sarà resa disponibile ad ottobre.
SALA 1  ::  lunedì 01 febbraio 2010
 

Puccini e la fanciulla

Regia: Paolo Benvenuti
Paese: Italia
Anno: 2008
Durata: 84'
Attori: Riccardo Moretti, Tania Squillario, Giovanna Daddi, Debora Mattiello
Trama
1908. Giacomo Puccini è nella villa di Torre del Lago insieme alla moglie Elvira e alla figlia di lei, Fosca. Il maestro è fervidamente impegnato nella composizione di una nuova opera ma, per distrarsi un po' dal lavoro, ogni giorno si reca allo chalet di Emilio Manfredi, un rustico ritrovo sospeso su palafitte, dove passa il tempo bevendo, fumando e giocando a scopone, servito dalla bella Giulia, figlia dell'oste. Un giorno, Fosca viene scoperta in atteggiamenti intimi con il suo amante, Guelfo Civinini, librettista di Puccini, dalla cameriera Doria. Fosca inizia a tenere d'occhio la domestica per accertarsi che mantenga il silenzio, e dalle sue attente osservazioni emerge una certa complicità tra Doria e Puccini. Fosca mette al corrente della cosa sua madre Elvira che, a sua volta, decide di spiare il marito e viene così a scoprire che questi ha una relazione con una giovane donna. Elvira è convinta che la ragazza in questione sia la stessa Dora e, dopo averla cacciata di casa, si impegna a rovinarle la reputazione. In realtà la giovane è un'altra ma Doria, per il peso del disonore, prende una drammatica decisione.
 
Critica

"'Puccini e la fanciulla' è un film difficile, di nicchia, ma del resto Benvenuti lo sa bene: 'Io e Paola Baroni, in fondo, lavoriamo come storici: solo che alla fine di anni di ricerche, anziché scrivere un saggio, giriamo un film'. Che ricrea magnificamente le atmosfere visive dei macchiaioli toscani e trova almeno un interprete miracoloso, Riccardo Moretti; un musicista che sa recitare e somiglia a Puccini in modo impressionante". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 30 agosto 2008)

Pensare un film senza dialoghi per raccontare la vita di un musicista abituato a esprimersi con i suoni più che con le parole. Benvenuti, il regista di Confortorio eSegreti di Stato, cresciuto all'insegna di grandi modelli di intransigenza dell'occhio come quelli del cinema di Straub o Anghelopoulos, è autore di un film costruito con l'intelligenza delle inquadrature, la scansione dei gesti, l'espressionismo delle ombre e dei suoni che turbinano dal pianoforte nel silenzio delle immagini. In fondo, non è che un diario di una cameriera di Massaciuccoli, Doria Manfredi, che la figliastra di Puccini (scoperta dalla stessa cameriera in clandestini convegni erotici) e la moglie credono avere con il Maestro una relazione sessuale. Il film, e Benvenuti, raccontano come quella musica, e quelle ombre, non possano nulla contro una società che prima mette alla berlina la povera Doria e poi la porta al suicidio. La dolcezza della luce, piena di trasparenze impressioniste e mezzi toni, entra brutalmente in conflitto con l'ingiustizia del chiaroscuro della Storia. La duttilità della composizione visiva e la creatività pirotecnica della musica, sono del tutto indifferenti alla garrota che potere di classe e religione stringono intorno alla vita di una donna innocente e remissiva. Bisogna conoscere il cinema come una tastiera d'avorio consumata da decenni d'esercizi per dire tutto questo con precisione e praticamente senza parole.(www.film.tv.it)

Il progetto di Puccini e la fanciulla è nato all'interno della scuola di cinema Intolerance di Viareggio, a pochi chilometri da Torre del lago, dove Paolo Benvenuti insegna. Ha richiesto molti anni di ricerche storiche, come sempre accade per il rigoroso cinema del regista pisano, durante i quali si è verificato il fortuito ritrovamento di una valigia contenente lettere e documenti importanti sulla vita di Giacomo Puccini, e anche un filmato d'epoca che riprende il maestro sulle rive del lago di Massaciuccoli, dove visse e compose tutte le sue opere.
Al di là dell'importanza di questa base documentaria, non c'è dubbio che il personaggio di Doria Manfredi, la cameriera suicida di casa Puccini, faccia parte a pieno titolo della galleria dei personaggi di cui da sempre Benvenuti racconta le storie dimenticate: coloro che per il loro credo o per un comportamento contrario alla cultura dominante, sono emarginati, perseguitati e costretti a soccombere. Lo erano gli ebrei di Confortorio nella Roma papalina del 1700, la ‘strega' Gostanza da Libbiano nella Toscana del 1500, e perfino il traditore de Il bacio di Giuda. Doria è la vittima femminile dell'800, di umile classe sociale, privata per vendetta delle sole due cose che le danno dignità: il lavoro e l'onore.
La ragazza è stata testimone involontaria del tradimento di Fosca, figlia di Puccini, con il librettista Guelfo Civinini. Per paura che riveli il segreto, Fosca la sorveglia, cogliendola più volte in atteggiamenti confidenziali con il padre. Convince allora la madre Elvira che Doria è l'amante di Giacomo e la spinge a cacciarla di casa. Doria è invece la messaggera d'amore fra il maestro e la cugina Giulia Manfredi, che gestisce insieme al padre una locanda frequentata dai cacciatori. Anche segregata in casa, Dora non rivelerà mai la verità, a costo di attirare su di sé uno scandalo che la porterà al suicidio, come la Madama Butterfly dell'opera pucciniana, mentre Giulia, fonte di ispirazione per la combattiva Fanciulla del West, avrà in seguito addirittura un figlio illegittimo dal musicista.
Nel descrivere questo universo femminile che ruota intorno a un uomo, la cui fama di conquistatore era nota anche all'epoca, la mano di una donna, Paola Baroni, compagna di vita e di lavoro di Paolo Benvenuti, ha sicuramente avuto un ruolo importante, rendendo il film, come ammette il regista stesso, più disteso e ‘narrativo' di certe sue opere del passato. Questo senza nulla togliere al ‘metodo' di Benvenuti, un metodo che attinge alla lezione di Rossellini e di Straub (il riferimento primo è a Cronaca di Anna Magdalena Bach), ma che qui si addolcisce nella musica, nei colori del lago e in un omaggio appassionato all'essenzialità del cinema muto.
Puccini e la fanciulla è girato in un formato che ormai non si usa più (il ‘normale') con la macchina fissa e senza parole, se non quelle delle lettere recitate da una voce narrante, e delle canzoni cantate dalle donne al lavoro. Il resto è pura musica: le musiche rielaborate dallo spartito per pianoforte de La fanciulla del West, fuse insieme ai suoni della natura dal sound designer Mirko Mencacci, che ha costruito una colonna sonora di grande raffinatezza. La suggestione dei suoni e dei luoghi, ritratti con i colori e la luce calda dei macchiaioli toscani, è parte essenziale della creazione artistica, di Puccini e dello stesso Benvenuti, che con questo film, presentato fuori concorso a Venezia, conferma la sua visione sincretica del cinema come somma di arti visive, storia, memoria ed etica del reale.(www.fice.it)

Note
- Fuori concorso alla 65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2008).